a) Il museo diffuso nel barocco
Il Museo del Costume è inserito nel contesto del Barocco di Scicli e di esso costituisce elemento essenziale assieme agli altri vicini siti di interesse storico ed artistico. Posto nel centro di Scicli, nella barocca Via Francesco Mormina Penna, il Museo custodisce la cultura più genuina della gente di queste terre, rappresentandola dal punto di vista della storia del costume, del modo di abbigliarsi e di mostrarsi, fino alla cultura e all’arte popolare raccontata dai vari manufatti che di questi luoghi costituiscono pregio e vanto.
Il Museo del Costume, la vicina Chiesa Santa Teresa, il nobiliare Palazzo Spadaro ad esso posto di fronte, la stradina che li riunisce in un percorso incantevole dove si susseguono le altre chiese e palazzi, fasto e vanto della Scicli del XVIII e XIX secolo, costituiscono, oggi, un esempio di museo diffuso. 

b) Viaggiatori nel Val di Noto
Alla visita al Museo è possibile collegare un viaggio tra l’arte e le bellezze naturalistiche del Val di Noto.

Scicli. Qui storia, arte e leggenda trovano un’insolita sintesi. Città amata da Elio Vittorini, che da uno dei suoi personaggi fa definire come “la città più bella del mondo”, è ricca di percorsi tra stradine e chiese, grottesche figure a custodia di antichi palazzi, dove una Madonna a cavallo, guerriera come vuole la leggenda, pare abbia salvato i cristiani del luogo dalle incursioni arabe nel lontano 1091. 
Modica è l’antica capitale dell’omonima Contea, con le sue Chiese e Palazzi che si sgranano all’occhio come tanti chicchi di un tesoro nascosto, tra sapori e profumi di una sempre viva gastronomia. Tappe di questo suggestivo percorso potrebbero essere l’antico Castello dei Conti, il Teatro Garibaldi, il Museo Civico di Modica, la Casa Natale del premio Nobel Salvatore Quasimodo, la Stanza della Poesia, la Chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore.

Ragusa Ibla è il cuore ancora pulsante di questa antica terra barocca. Chiese, palazzi nobiliari arricchiti da bizzarre figure di pietra, si guardano l’un l’altro in uno scenario surreale di gialla pietra.

Noto è, infine, tappa obbligata di questo incantevole viaggio nel tempo; qui arte e cultura si fondono trovando vivida materia nella pietra che la mano dell’uomo ha saputo lavorare.
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 c) Itinerari enogastronomici
Condizionata dalla particolare posizione geografica e dalla conformazione del suo territorio, la provincia di Ragusa ha vissuto, fino a qualche anno fa, in un aristocratico isolamento fisico. Nonostante questo abbia avuto dei riflessi negativi sullo sviluppo dell’economia agricola del luogo, d’altra parte ha consentito la salvaguardia di alcune consuetudini fortemente legate alla cultura e alla storia locale; tra tutte, la gastronomia è riuscita a mantenersi inalterata e priva di contaminazioni esterne. È ancora possibile verificare tutto ciò curiosando tra i diversi locali tipici che cominciano ad affollare i vari centri di attrazione turistica; sebbene sia alta la tentazione di offrire piatti “facili” e di più sicuro gradimento, è possibile trovare trattorie o ristoranti che fanno della gastronomia tradizionale vanto e vessillo da mostrare con manifesto orgoglio. Ma, come è ovvio, la ristorazione propone solo una parte della tradizione di questo tesoro culturale, la maggiore quota è, invece, posseduto dalle famiglie dove, ancora, è custodito e tramandato.


d) Prenota